Le strade dei mestieri a Palermo
Palermo non è solo una città d’arte che ispirò poeti, scrittori, pittori per le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche , è anche una città che racconta un passato di tradizioni, usanze, mestieri a chi legge e decodifica i toponimi di molte sue strade . Passeggiando per vicoli e piazzette del centro storico si scoprono luoghi che ci raccontano mestieri che un tempo, animavano la città brulicante di vita, a
testimonianza di un’economia variegata e fiorente. In passato questi artigiani si riunivano in corporazioni, gruppi di lavoratori che operavano nello stesso settore e vivevano nelle stesse strade o quartieri. Tali associazioni di mestiere furono abolite nel 1821dal Re Ferdinando di Borbone in quanto considerate dannose per l’economia del Regno. Ecco alcune delle strade di Palermo che designavano i mestieri :
Via Scopari è una piccola traversa di via Butera (Kalsa). Il suo nome deriva dalle maestranze che producevano scope di vario tipo. La via è un delle strade più antiche di Palermo. La via venne evacuata dopo il terremoto del 1968 ma generazioni de Palermitani sono cresciuti tra i suoi curtigghi, catoi e le sue botteghe. Oggi è tornata ai suoi antichi splendori attraverso l’opera visionaria di un architetto che ha voluto rigenerare gli immobili degradati e pericolanti del vicolo con un’opera di ristrutturazione capillare. I catoi pertanto rivivono in stanze di una struttura ricettiva e il vicolo è molto curato con piante e il recupero degli antichi elementi che lo componevano e che hanno reso fruibile uno spazio pubblico dimenticato.
Via del Calderai, che si trova in una traversa di Via Roma, è la via in cui si producevano e si riparavano oggetti di rame, pentole, tegami e altre stoviglie utilizzate per gli alimenti, di squisita manifattura.
Via Vetrieria è ubicata in un’area che è stata il centro nevralgico dell’artigianato palermitano che dal centro storico si espande verso la zona di Borgo vecchio e la Cala. La via testimonia l’antica presenza di maestri vetrai che producevano vetri e specchi. Il nome sopravvive nel toponimo della via indicando un passato di grande specializzazione artigianale .
La Piazzetta Zimmillari è ubicata nel quartiere dell’Albergheria, zona vicino al Palazzo dei Normanni e a S. Giovanni Degli Eremiti e vi si trovavano delle maestranze che producevano elementi scenografici in legno “le zimmil”, per i teatri, specialmente durante il periodo di Carnevale.
Via dei Candelai è una traversa di Via Maqueda. I candelai erano maestri della cera e fabbricavano candele per uso domestico e votivo prima dell’avvento delle fabbriche di cera.
Vicolo della neve, situato tra Via Alloro e Piazza Marina. Il nome si deve agli antichi magazzini siti nel vicolo in cui un tempo si commerciava, in estate la neve, raccolta in inverno nelle montagne intorno alla città. A Palermo la neve non si vendeva solo nel vicolo omonimo ma anche nell’attuale vicolo Viola, tra la Via Maqueda e Piazza Del Ponticello il cui nome era una volta Vicolo Nevajo.
Via argenteria è la zona del mandamento di Castellammare, compresa tra Corso Vittorio Emanuele, la Cala e Via Maqueda. Vi si trovava una maestranza connessa a quella degli orafi. I maestri erano esperti nella realizzazione di stoviglie pregiate o monili per le classi nobiliari ma anche opere d’arte per le chiese e piccole sculture commissionate dal popolo da usare come ex voto.
Via Chiavettieri si estende dalla via Vittorio Emanuele alla via Cassàri. Le maestranze che vi lavoravano si occupavano di forgiare chiavi, serrature, chiavistelli e tutto ciò che serviva per prevenire eventuali furti. Oggi vi si trovano pub e ristoranti e vi si svolge la vita notturna palermitana.
Via dei Cartari si trova tra Via Paternostro e Piazza Borsa. Il nome deriva dai fabbricanti di carte da gioco, un’attività piuttosto florida un tempo. I cartari avevano le loro botteghe nella zona del Capo, ma dalla seconda metà del Settecento si spostarono nel cosiddetto piano dei Cartari, vicino piazza Borsa. Oggi la via e l’arco dei Cartari ne conservano la memoria.
Discesa Maccheronai collega Piazza S. Domenico alla Piazza Caracciolo e apparteneva al mandamento un tempo denominato “Castellammare” o “Loggia”. I maccheronai erano gli artigiani che preparavano la pasta confezionata essiccandola all’aria, appesa nelle canne o sistemata nelle maidde (cassettoni in legno).
Via degli Schioppettieri che si estende dalla via Vittorio Emanuele alla via Discesa dei Giudici prende il nome dagli artigiani che vendevano o riparavano armi da fuoco. Un tempo la strada si chiamava via dei balestrieri e poi degli archibusieri, con l’evolversi dell’artiglieria prenderà il nome di schioppettieri.
Oggi, purtroppo, molti di questi mestieri non esistono più ed il volto della città è cambiato ma possiamo ricostruire com’era un tempo Palermo, attraverso la toponomastica di vicoli e piazze che ancora ne conservano la memoria regalandoci un prezioso patrimonio culturale che racconta un passato di maestria e di ingegno.
Mariza Rusignuolo