Articoli della Settimana

Lo Scuru, la Sicilia come paesaggio dell

Lo Scuru, esordio nel lungometraggio del regista Giuseppe William Lombardo, appartiene senza esitazione alla categoria dei film che  fanno di un territorio una struttura mentale. Fin dalle prime sequenze è chiaro che la Sicilia non è soltanto il luogo in cui la storia si svolge: è la materia stessa del racconto. Una terra stratificata, dove il tempo non procede in linea retta ma si deposita come sedimento, accumulando superstizioni, traumi e memorie collettive. È dentro questa geologia morale che si muove il protagonista Raz, figura inquieta la cui mente diventa il vero campo di battaglia del film. Lombardo costruisce il racconto come una sorta di archeologia del male. Al livello più profondo si trovano le pratiche magiche e rituali della tradizione popolare siciliana, fatture, malocchio, riti ancestrali che appartengono a un sistema simbolico antico quanto l’isola. Sopra questo strato si innesta il linguaggio contemporaneo della psichiatria: la diagnosi di schizofrenia tenta di tradurre in termini clinici ciò che un tempo sarebbe stato letto come possessione o maledizione. Ma il film introduce anche un terzo livello, più sorprendente e radicalmente contemporaneo: quello dei rituali juju legati alla tratta delle donne migranti. Qui il soprannaturale diventa uno strumento di controllo psicologico, una...

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