“Le bibliotecarie di Alessandria” di Alessandra Lavagnino
“Le bibliotecarie di Alessandria”, romanzo della scrittrice Alessandra Lavagnino, vincitore del premio Vittorini nel 2002 e finalista del premio Strega, si avvale di una storia di ampio respiro. Il romanzo narra una saga familiare molto vasta di tipo autobiografico che si svolge in diverse città (Alessandria d’Egitto, Ascoli, Palermo, Napoli e Roma) e attraversa generazioni diverse dal 1870 fino alla fine della seconda
guerra mondiale. Le bibliotecarie sono le due sorelle Canterno, Marta, che diventerà direttrice delle biblioteche di Roma e Palermo, e Margherita che racconta le storie di famiglia alla nipotina Adriana, voce narrante e protagonista in prima persona dell’ultima parte del libro nonché pseudonimo della scrittrice. “Concerto Italiano” è il titolo della prima parte del testo, quella in cui conosciamo le famiglie Canterno,
Mucciarelli e Fieschi, come voci di strumenti in una sinfonia da cui si staccherà poi la sola voce di Adriana nella sezione “La figlia”. Oltre a connotarsi come l’epopea di una famiglia scandita in tre tempi, le bibliotecarie appassiona il lettore per le ambientazioni geografiche suggestive che fanno da sfondo al dipanarsi della storia, dal fascino occidentale ed orientale insieme di Alessandria d’Egitto di fine Ottocento, alla città di Roma dove la passione per i libri di Marta si concretizza nel lavoro in
biblioteca insieme alla sorella Margherita, agli anni trascorsi in Sicilia, a Palermo, mentre la guerra incombe sconvolgendo l’esistenza di tutti. La prosa del romanzo, la cui trama, distesa su un vasto spazio temporale, consente di vivere alcuni momenti cruciali della storia italiana, appare ampia, ariosa e potentemente fluida. La Lavagnino ha l’abilità di cogliere i profumi delle città, i colori e i rumori, la musica e i sogni, le espressioni dei volti e il linguaggio, le piccole storie di personaggi indimenticabili. In uno straordinario affresco storico e biografico, la scrittrice perviene ad una scrittura quanto mai efficace il cui lessico, in base ai luoghi e ai contesti rappresentati, si arricchisce di espressioni dialettali, greche o arabeggianti fortemente evocative.
Mariza Rusignuolo