La fontana del Garraffo a Piazza Marina

Ricordo che, quando ero bambina ed abitavo con la mia famiglia nei pressi di Piazza Marina, rimanevo incantata nel guardare in un angolo della piazza una fontana le cui acque sembravano scintillare quando i raggi del sole vi si riflettevano. Mio padre mi disse che si chiamava fontana del Garraffo e che il suo nome,  derivante dall’arabo significa “abbondante d’acqua”. Oggi la guardo ancora, ogni volta che mi trovo nell’antico  Cassaro in cui la fontana prospetta, con grande ammirazione per l’opera d’arte barocca composita ed articolata, anche se, ahimè, sono assenti i giochi d’acqua che tanto mi attraevano. La Fontana, scolpita dallo scultore Gioacchino Vitagliano nel 1698 su progetto dell’architetto del Senato, sacerdote Don  Paolo Amato,  è composta da un basamento elevato su tre gradini e da una vasca maggiore sormontata da una serie di vasche minori poste a piramide e coronata da sculture in marmo di Carrara. In particolare, la figura all’apice è una dea dell’abbondanza che sormonta un’aquila in lotta contro un’idra. L’abbondanza si riferirebbe alla presenza dell’acqua nel luogo per il quale era stata concepita e alla sua ricchezza e importanza. Il gioco d’acqua prendeva avvio dalle bocche dell’idra, riversandosi nel primo ordine di conche e defluendo in quelle sottostanti, sorrette da delfini orientati nelle quattro direzioni. Attraverso le bocche dei quattro animali, il corso dell’acqua terminava alimentando la vasca, con perimetro esterno quadrato, con lobi mediani in corrispondenza dei getti provenienti dalle sculture e angoli smussati. In realtà la fontana non è sempre stata a Piazza Marina ma era stata ideata, progettata e collocata, in adesione al contesto,  al centro della piazzetta Garraffo, di fronte la chiesa di S. Eulalia dei Catalani nel quartiere Loggia alla Vucciria. Da lì  fu spostata per volere del sindaco, Antonio Starrabba, marchese di Rudinì, nel 1865 a Piazza Marina, sia per le dimensioni anguste della piazzetta Garraffo in cui probabilmente l’opera ingombrava il passaggio, sia per abbellire la marina.  Dopo  i danneggiamenti subiti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata restaurata integralmente  ed oggi si può ancora ammirare, a piazza Marina,  questa fonte che emana bellezza declinata in tutte le sue connotazioni artistiche.

Mariza Rusignuolo

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